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	<title>Movielicious &#187; Carolina Tocci</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I migliori film del 2018 secondo Carolina Tocci</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 08:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra horror, azione e animazione in stop-motion, ecco un'altra top ten di imperdibili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10. <em>Hereditary &#8211; Le radici del male</em> &#8211; Ari Aster</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Hereditary-Le-radici-del-male.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57895" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Hereditary-Le-radici-del-male.jpg" alt="Hereditary-Le-radici-del-male" width="696" height="392" /></a><br />
Senza se e senza ma l&#8217;horror dell&#8217;anno, <strong><em>Hereditary</em></strong> è un&#8217;opera prima coraggiosa e spiazzante. Nel costruire un mondo ricco di inquietudine e suggestioni, Aster si diverte a tessere una trama in cui lo spettatore impiega un po&#8217; a entrare, fino ad arrivare a un epilogo con la tensione accumulata che deflagra all&#8217;improvviso. Protagonista, un&#8217;immensa Toni Collette.</p>
<p>9.  <strong><em>BlacKkKlansman</em> &#8211; Spike Lee</strong><br />
Cavalcando l&#8217;onda del black power di Hollywood, uno <strong>Spike Lee</strong> più militante che mai torna a guardare al passato per inquadrare il presente: quello dell&#8217;America trumpista più becera e razzista. Lo fa attraverso una pungente commedia sopra le righe in cui un nero e un ebreo diventano leader di una sede locale del Ku Klux Klan. A parte un lieve eccesso di retorica, un tripudio di sagacia e sottile ironia.</p>
<p><strong>8.  <em>Mission: Impossible – Fallout</em> &#8211; Christopher McQuarrie</strong><br />
È un Ethan Hunt stanco quello di <strong>Mission: Impossible – Fallout</strong>, il migliore tra i film della saga iniziata con Brian De Palma, ma che ha trovato in <strong>Christopher McQuarrie</strong> una mano più idonea.<br />
Alcuni dialoghi non avremmo mai voluto ascoltarli, ma c&#8217;è tanta di quella azione e tanta di quella adrenalina che si finisce per dimenticarli. Un plauso a parte va a Tom Cruise che, a 56 anni suonati, continua a girare tutte le scene senza controfigura, alcune delle quali folli e, ça va sans dire, davvero impossibili.</p>
<p><strong>7.  <em>Sulla mia pelle</em> &#8211; Alessio Cremonini</strong><br />
È stato il caso cinematografico dell&#8217;anno, il film sull’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi. Non dà giudizi <strong>Alessio Cremonini</strong>, ma ricostruisce quei giorni atroci attraverso silenzi e stanze vuote. Anche in questo caso, i difetti stilistici vengono oscurati dalla potenza della vicenda, e dalla magistrale interpretazione di Alessandro Borghi.</p>
<p><strong>6.  <a href="http://www.movielicious.it/2017/10/29/i-tonya-recensione/" target="_blank"><em>Tonya</em></a> &#8211; Craig Gillespie</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Tonya.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57896" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Tonya.jpg" alt="Tonya" width="650" height="370" /></a><br />
La storia della pattinatrice americana Tonya Harding è il film sullo sport che non ci si aspetta. Un personaggio, quello dell&#8217;atleta olimpica, attraente e affatto banale, estremamente difficile da interpretare perché incredibilmente pieno di contraddizioni, che Margot Robbie rende alla perfezione. La sua <em><strong>Tonya</strong> </em>è un anatroccolo sgraziato, il frutto delle angherie subìte da una madre perfida e anaffettiva (una altrettanto straordinaria Allison Janney).</p>
<p><strong>5.  <a href="http://www.movielicious.it/2018/05/17/dogman-recensione/" target="_blank"><em>Dogman</em> </a>&#8211; Matteo Garrone</strong><br />
Dopo le mirabilie de <em>Il racconto dei racconti</em>, Garrone attualizza un fatto di cronaca tristemente noto e ricco di suggestioni e lo fa proprio. Ma non è la storia del Canaro della Magliana quella che vediamo. È più una parabola sulla genesi e sul compimento di una vendetta. Un rituale antico che rivive nelle brutture sia fisiche che morali dei due protagonisti, gli impeccabili Marcello Fonte ed Edoardo Pesce, e accade in un non luogo stantìo e ripugnante.</p>
<p><strong>4.  <a href="http://www.movielicious.it/2018/05/01/lisola-dei-cani-recensione/" target="_blank"><em>L&#8217;isola dei cani</em></a> &#8211; Wes Anderson</strong><br />
La rigorosa estetica spaziale di <strong>Wes Anderson</strong> che incontra il Giappone. Difficile immaginare un connubio più riuscito. Nel prendere spunto dal teatro kabuki, dai manga, dagli anime e dai paesaggi di Hokusai, Anderson non confeziona un semplice omaggio all&#8217;iconografia giapponese, bensì unisce a quest&#8217;ultima la propria, ordinatissima, visione del mondo. Quello che ne viene fuori è un capolavoro di animazione in stop-motion che affronta temi di stringente attualità, tra fake news, slogan populisti e razzismo.</p>
<p><strong>3. <em>Lazzaro felice</em> &#8211; Alice Rohrwacher</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Lazzaro_felice.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57897" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Lazzaro_felice.jpg" alt="Lazzaro_felice" width="640" height="392" /></a><br />
Il cinema italiano, quello improvviso e spiazzante. Un&#8217;avventura magica e picaresca che si muove di continuo tra dramma e commedia, tra cronaca e storia, in un tempo e in uno spazio che sembrano solo immaginati. Una parabola di ingenuità e candore sulla bontà incondizionata e sulla rinascita che fa il verso al miglior Zavattini nonché, cinematograficamente parlando, un punto da cui ripartire.</p>
<p>2.<strong><em> ROMA</em> &#8211; Alfonso Cuarón</strong><br />
Il nome del quartiere borghese di Città del Messico dove Cuarón è cresciuto fa da cornice a un racconto che è allo stesso tempo intimo ed epico, la storia di una famiglia che è anche quella di una nazione.<br />
La nitidezza del bianco e nero per valorizzare al massimo la sorprendente fluidità narrativa dell’opera più struggente del regista messicano nei suoi 135 minuti di minuscolo, solenne, quotidiano.</p>
<p>1. <strong><em><a href="http://www.movielicious.it/2018/02/20/il-filo-nascosto-recensione/" target="_blank">Il filo nascosto</a></em> &#8211; Paul Thomas Anderson</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_filo_nascosto.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-57898" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_filo_nascosto-1024x576.jpeg" alt="Il_filo_nascosto" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Questa volta va oltre, <strong>Paul Thomas Anderson</strong>, e chiede anche a noi di farlo. Di non fermarci alla forma, ma di arrivare fino alla sostanza, all&#8217;essenza. Oltre il visibile. Per oltrepassare questo limite, però, ha bisogno dei corpi, dei tratti spigolosi del volto di Daniel Day-Lewis e di quelli più dolci della sensazionale Vicky Krieps (una rivelazione), delle mani di lui, sarto tanto raffinato quanto nevrotico, e delle pose di lei, sua musa sgraziata. Poi la loro storia d&#8217;amore, algida e disturbante, all&#8217;interno di una narrazione ampia che sfiora i generi per valicarne, anche qui, i confini. Siamo nel territorio del sublime.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I migliori film del 2017 secondo Carolina Tocci</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/12/29/i-migliori-film-del-2017-secondo-carolina-tocci/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 13:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Top Ten 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le top ten della redazione di Movielicious, tra titoli campioni d'incassi e qualche inaspettato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/01/logan-the-wolverine-recensione/" target="_blank">Logan &#8211; The Wolverine</a></strong></em> &#8211; James Mangold</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Logan-Wolverine.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56999" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Logan-Wolverine-1024x512.jpg" alt="Logan-Wolverine" width="1024" height="512" /></a></p>
<p>Quando ripartire da zero è la sola cosa da fare. Dopo i prescindibilissimi <a href="http://www.movielicious.it/2009/04/14/hugh-jackman-incanta-roma/" target="_blank"><em>X-Men le origini &#8211; Wolverine</em></a> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/07/24/wolverine-limmortale/" target="_blank">Wolverine &#8211; L&#8217;immortale</a></em>, la trilogia dedicata all&#8217;X-Men con gli artigli di adamantio compie un balzo in avanti con un terzo capitolo che, scrollandosi di dosso ogni cliché, abbandona la strada maestra per raccontare un universo proprio, intimo e viscerale, epurato da tutta quella epicità retorica e ridondante tipica dei film di supereroi. Quest&#8217;ultimo Wolverine è segnato da un&#8217;umana rassegnazione, e <em><strong>Loga</strong><strong>n</strong> </em> è un eroe in cerca di redenzione in un&#8217;epoca in cui l&#8217;eroismo ha cambiato volto. E anche significato.</p>
<p>9. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/24/split/" target="_blank">Split</a></strong></em> &#8211; M. Night Shyamalan</p>
<p>La gran parte del merito, in questo horror sui generis, va a un<strong> James McAvoy</strong> in stato di grazia che interpreta un folle con ventitré personalità diverse. Il resto alla capacità &#8211; e alla volontà, soprattutto &#8211; di Shyamalan di essere finalmente tornato trattare temi a lui più congeniali dopo la poco felice incursione nel cinema fantasy e di fantascienza (se avete perso <a href="http://www.movielicious.it/2010/09/23/lultimo-dominatore-dellaria/" target="_blank"><em>L&#8217;ultimo dominatore dell&#8217;aria</em></a>, promettete di non recuperarlo mai). <em><strong>Split</strong></em> è un thriller ansiogeno e ricco di suspense, ben costruito e con un twist narrativo nel finale che non fa rimpiangere i tempi d&#8217;oro de <em>Il Sesto Senso</em> o <em>The Village</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/18/arrival-recensione/" target="_blank">Arrival</a></strong></em> &#8211;  Denis Villeneuve</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Arrival.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57002" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Arrival.jpg" alt="Arrival" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Comprensione, dolore e scoperta. Alla luce di questi concetti il regista canadese <strong>Denis Villeneuve</strong> porta il cinema di fantascienza a un livello più alto e decisamente umano con <em><strong>Arrival</strong></em>. I suoi alieni sono da capire, non da combattere e il suo film è un manifesto alla comprensione del diverso. Tecnicamente impeccabile (che fotografia e che montaggio sonoro!), il film gioca con tempo, spazio e sentimenti, mentre costruisce un congegno intricato e plausibile che racconta una vicenda intima e personale legata a doppio filo a quella del destino del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/05/18/sette-minuti-dopo-la-mezzanotte-recensione/" target="_blank">Sette minuti dopo la mezzanotte</a></strong></em> &#8211; J. A. Bayona</p>
<p>Dopo aver affrontato le paure dell’infanzia in <em>The Orphanage</em> e quelle dello tsunami che nel 2004 colpì la Thailandia in <em>The Impossible</em>, <strong>J. A. Bayona</strong> adatta il romanzo di Patrick Ness e ne tira fuori un piccolo, toccante capolavoro neogotico con la storia di un bambino alle prese con un gigantesco mostro della natura che vuole insegnargli qualcosa. Ottima CGI per questa storia di formazione incentrata sulla presenza-assenza della figura materna, vista con gli occhi del dolcissimo protagonista. Si piange a dirotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank"><em><strong>Silence</strong> </em></a>&#8211; Martin Scorsese</p>
<p>Se ci si ferma un attimo a pensare, sembra impossibile che Scorsese abbia diretto in successione due film tanto diversi tra loro come <em>The Wolf of Wall Street</em> e questo <em><strong>Silence</strong></em>. Da sempre interessato a inserire nelle sue pellicole riflessioni sul concetto di fede, qui Scorsese (ex seminarista, non dimentichiamolo), ci mostra il suo lavoro più contemplativo, guidato da una regia estremamente controllata e caratterizzato da un rigore stilistico e formale che sovrasta ogni altra componente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. <a href="http://www.movielicious.it/2017/04/18/le-cose-che-verranno-recensione/" target="_blank"><em><strong>Le cose che verranno</strong></em></a> &#8211; Mia Hansen-Løve</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Le_Cose_Che_Verranno.png"><img class="alignnone size-large wp-image-57003" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Le_Cose_Che_Verranno-1024x550.png" alt="Le_Cose_Che_Verranno" width="1024" height="550" /></a></p>
<p>Uscito in poche sale e per (troppo) poco tempo, il quinto film della regista francese <strong>Mia Hansen-Løve</strong> si sofferma su quella sottile linea che c&#8217;è tra solitudine e libertà nell&#8217;esistenza di una donna non più giovanissima, abituata a incarnare con una certa dedizione le aspettative da non deludere che amici e familiari le hanno costruito attorno. Finché le cose non iniziano a cambiare. Protagonista, una magnifica <strong>Isabelle Huppert</strong> che qui lavora di sottrazione, quasi sempre fuori fuoco, in balìa degli eventi che la percuotono e ai quali sembra non voler reagire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/25/la-la-land-recensione-2/" target="_blank"><em><strong>La La Land</strong></em></a> &#8211; Damien Chazelle</p>
<p>Sfiorato l&#8217;Oscar al Miglior Film per un soffio (ricordate <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/27/oscar-2017-chi-ce-dietro-lerrore-per-cui-questa-cerimonia-verra-ricordata/" target="_blank">quello che accadde</a> durante la cerimonia?) <em><strong>La La Land</strong></em> è forse la pellicola più rappresentativa del 2017. Un sorprendente musical ad opera del giovane e talentuoso <strong>Damien Chazelle</strong> che è riuscito a mescolare in perfetta armonia cinema popolare e cinema autoriale, donando nuova linfa al genere. <strong>Ryan Gosling</strong> ed <strong>Emma Stone</strong>, leggeri e malinconici, fluttuano sulle note dei brani avvolgenti composti da Justin Hurwitz. Il resto è pura magia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. <a href="http://www.movielicious.it/2017/03/29/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo/" target="_blank"><em><strong>La vendetta di un uomo tranquillo</strong></em></a> &#8211;  Raúl Arévalo</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/La_Vendetta_Di_Un_Uomo_Tranquillo.jpg"><img class="size-large wp-image-57004" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/La_Vendetta_Di_Un_Uomo_Tranquillo-1024x572.jpg" alt="ICULT PELICULA  TARDE PARA LA IRA" width="1024" height="572" /></a></p>
<p>Un film di cui in Italia si è parlato troppo poco e che rappresenta il picco più alto della nuova ondata della cinematografia spagnola (vincitore in patria di quattro Goya per il Miglior Film, Sceneggiatura originale, Attore non protagonista e Regista esordiente), <em><strong>La vendetta di un uomo tranquillo</strong></em> è un revenge movie in cui un uomo perbene, all&#8217;apparenza solitario e riservato, è in realtà prigioniero di un rancore soffocante. <strong>Raúl Arévalo</strong> alla sua prima regia confeziona un&#8217;opera dal ritmo serratissimo, attorno a una storia cruda e inaspettata, fino all&#8217;ultima scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/21/elle-recensione/" target="_blank">Elle</a></strong></em> &#8211; Paul Verhoeven<br />
A dieci anni dalla sua ultima regia (se si esclude l&#8217;esperimento <em>Steekspel</em>), l&#8217;olandese Paul Verhoeven torna fragorosamente alla ribalta con questo <em><strong>Elle</strong></em>, che riesce ad essere contemporaneamente una commedia perversa, un noir erotico a tinte horror e una lucida riflessione sulla società di oggi. Mattatrice di questa storia che spiazza e diverte è una <strong>Isabelle Huppert</strong> spogliata dall&#8217;aura di autorialità che l&#8217;ha &#8220;imprigionata&#8221; in un recente passato, libera di essere finalmente una fragile, folle, carnale e ambigua superdonna Verhoeveniana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/" target="_blank">Dunkirk</a></strong></em> &#8211; Christopher Nolan</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Dunkirk.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-57005" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Dunkirk-1024x640.jpeg" alt="Dunkirk" width="1024" height="640" /></a></p>
<p>Il compimento artistico della missione di <strong>Christopher Nolan</strong> rientra, in poco meno di due ore, tutta in <em><strong>Dunkirk</strong></em>. Uno spettacolo visivo di rara potenza evocativa che scandisce l&#8217;incubo della guerra come una partita temporale in tre fasi. Il regista della trilogia de <em>Il cavaliere oscuro</em> e <em>Interstellar</em> sfodera tutta la sua abilità da cineasta pignolo e scrupoloso per restituire al pubblico una delle più emozionanti ed epiche fette di storia del secondo conflitto mondiale, l&#8217;<em>Operazione Dynamo</em>, il cui fulcro non è tanto la guerra in sé quanto la sopravvivenza all&#8217;interno di essa. Quella di Nolan è una prospettiva cinematografica del tutto nuova, in cui le immagini e lo scorrere della trama acquisiscono nuove potenzialità rispetto alla parola, che in <em><strong>Dunkirk</strong></em> è poco più che una nota a margine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I peggiori film del 2016 secondo Movielicious</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 08:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
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		<category><![CDATA[I peggiori del 2016]]></category>
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		<description><![CDATA[Il peggio del peggio visto al cinema durante l'anno appena trascorso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p>5) <strong>Il cinema italiano della &#8220;Rinascita&#8221; </strong><em>(Perfetti sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot</em>, <em>Veloce come il vento</em>, <em>Mine</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54970" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg" alt="Mine" width="800" height="400" /></a></p>
<p>A parole, quattro casi di produzione alternativa virtuosa presa a modello dalle cassandre e dalle prefiche di casa nostra; nei fatti, quattro scimmiottamenti pedestri, derivativi e abbondantemente fuori tempo massimo dei canoni dell&#8217;intrattenimento industriale più rimasticato, innocui giocattoloni che guardano (dal basso) alla chimera statunitense e che rimarcano, invece, l&#8217;inguaribile provincialismo, la piccolezza e il disorientamento del cinema popolare del Belpaese.</p>
<p>4) <em><strong>The Danish Girl &#8211; </strong></em><strong>Tom Hooper</strong></p>
<p>Avrà pure rivelato al mondo il talento di <strong>Alicia Vikander</strong>, ma, per il resto, <em>The Danish Girl</em> è un film sbagliato sotto ogni punto di vista, un’operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT; non un accurato studio del femminino, quanto un rassicurante mèlo guidato da un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<p>3) <strong>Jennifer Lawrence </strong>(<em>Joy</em>, <em>X-Men: Apocalisse, Passengers)<br />
</em></p>
<p>Non sono passati dieci anni da <em>The Burning Plain</em>, ma tanto è bastato per trasformare Jennifer Lawrence nell&#8217;emblema del conformismo hollywoodiano più vieto: da folgorante promessa della scena indipendente ad allineata fatina del glamour, la <strong>divetta del Kentucky</strong> infila tre madornali errori di carriera consecutivi e appare oggi, incastrata a tutti i costi in ruoli che, per età e maturità, non le spettano, l&#8217;esempio di una generazione spremuta all&#8217;osso e prematuramente sfiorita.</p>
<p>2) <em><strong>Equals</strong></em> <strong>&#8211; Drake Doremus</strong></p>
<p>Nefando prodottino da multisala transitato inspiegabilmente per il Lido e concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) un pubblico totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica: nelle intenzioni, la declinazione prettamente allegorica dei connotati ultrasentimentali dell&#8217;universo giovanilistico-ipersensibile del suo autore, nei risultati il remake hipster-sfigato de <em>L’uomo che fuggì dal futuro, </em>un’antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto oltre il livello di guardia.</p>
<p>1) <strong>Il cinema italiano di fiction a Venezia73</strong> (<em>Piuma</em>, <em>L&#8217;estate addosso</em>, <em>Tommaso</em>, <em>Questi giorni, Indivisibili, La ragazza del mondo</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54969" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png" alt="image_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>In una scala di valori che va progressivamente dall&#8217;impresentabile (la prima metà) all&#8217;insignificante (la seconda), una carrellata inconsapevolmente sintomatica sullo stato di salute del nostro cinema medio: ombelicale e ripiegato su se stesso, leggero e disinvolto in maniera forzosa e mai spontanea, sorretto da fondamenta fragilissime e mai all&#8217;altezza delle proprie ambizioni.<br />
Una pessima figura di portata internazionale da cui urge immediatamente risollevarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p>5<strong> Joy &#8211; David O.Russell</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy.jpg"><img class="alignnone wp-image-54971" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy-1024x548.jpg" alt="Joy" width="650" height="348" /></a></p>
<p>Un <strong>David O.Russell</strong> ai minimi storici, dopo l&#8217;exploit de <em>Il lato positivo</em> e il godibile <em>American Hustle</em>. Già dal soggetto non c&#8217;era molto da sperare: la storia dell&#8217;imprenditrice americana Joy Mangano (quella che si è inventata il mocio), qui interpretata da <strong>Jennifer Lawrence</strong>, viene affrontata in modo grottesco ed eccessivamente colorito, tanto che il film sembra essere una gigantesca iperbole che si bea del suo essere tale. Punto.</p>
<p>4 <strong>Nonno scatenato &#8211; Dan Mazer</strong><br />
Da molti considerato il disastro ultimo di una carriera ormai al capolinea, il film diretto da <strong>Dan Mazer</strong> getta definitivamente <strong>Robert De Niro</strong> nell&#8217;abisso della volgarità triviale e del tutto fine a se stessa. Ci fosse stato chiunque altro al suo posto, Nonno scatenato sarebbe stata solo una brutta commedia demenziale on the road, così invece fa proprio male agli occhi. <strong>Zac Efron</strong> non pervenuto.</p>
<p>3 <strong>Una vita da gatto &#8211; Barry Sonnenfeld</strong></p>
<p>Per fortuna ha girato solo poche scene, ma sono comunque troppe. <strong>Kevin Spacey</strong> che fa il gatto (tra l&#8217;altro un gatto che emette un miagolio assillante e fastidioso) è davvero troppo. Come se non bastasse, nella sdolcinatissima commedia di <strong>Barry Sonnenfeld</strong> sono riusciti a infilare nel cast anche <strong>Christopher Walken</strong>, non si sa bene come. Un&#8217;ora e mezza straziante e priva di qualunque dettaglio possa essere definito vagamente interessante. Roba da far odiare i gatti persino al più incallito dei gattari.</p>
<p>2 <strong>Non c&#8217;è più religione &#8211; Luca Miniero</strong></p>
<p>Non c&#8217;è davvero più religione. <strong>Luca Miniero</strong> (<em>Benvenuti al Nord e al Sud</em>) confeziona un film noioso e sconnesso. Un&#8217;accozzaglia di elementi socio-culturali amalgamati male e affrontati peggio. Retorica a gogò per una storia che fatica a trovare una propria identità narrativa, non certo aiutata da una regia che definire televisiva è già un complimento. Bisio Finocchiaro e Gassmann? Nessuno di loro salva il film dal disastro.</p>
<p>1 <strong>Tommaso &#8211; Kim Rossi Stuart</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54972" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg" alt="tOMMASO" width="644" height="360" /></a></p>
<p><strong>Kim Rossi Stuart</strong> scrive, dirige e interpreta se stesso, in un&#8217;opera compiaciutissima e presuntuosa. Il suo approccio psicanalitico al cinema è di quelli disturbati e disturbanti, soprattutto se accompagnato a uno script tanto sconclusionato e autoreferenziale che davvero lascia sbigottiti. <em>Tommaso</em> è uno di quei film in cui nulla si salva e tutto ne esce distrutto. Soprattutto il Cinema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>5. <strong>Batman V Superman: Dawn of Justice &#8211; Zack Snyder</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54973" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg" alt="Batma_v_superman" width="800" height="400" /></a><br />
Che il regista di <em>300</em> non fosse un campioncino di sfumature e raffinatezza estetica era cosa già nota ma qui, alla seriosità degli intenti, giustappone un’estetica tamarra che al confronto Paul Verhoeven sembra Fellini. E, soprattutto,  lavora male sia sul versante Gotham, impoverendo <strong>Batman</strong> dello spessore costruito da Nolan negli ultimi dieci anni, che su quello Metropolis, riuscendo a fare anche peggio del già a suo tempo criticatissimo <em>Man of Steel</em>.</p>
<p>4. <strong>La corrispondenza – Giuseppe Tornatore</strong></p>
<p>A metà strada tra un bigliettino dei Baci Perugina e un Harmony di quart’ordine.<br />
Prima o poi qualcuno dovrà pur rendersi conto che Tornatore è forse il più grande bluff del cinema italiano: autore di un unico vero capolavoro (<em>Una pura formalità</em>) all’epoca bollato frettolosamente come un errore di percorso un po’ da tutti.<br />
Forse anche dallo stesso Tornatore.</p>
<p>3. <strong>Fuga da Reuma Park – Aldo, Giovanni e Giacomo &amp; Morgan Bertacca</strong></p>
<p>Quello che lo stesso trio definisce come il loro film più surreale non è altro che una vetrina impolverata di articoli di terza mano. L’inconsapevole canto del cigno di tre attori/autori che quel poco che avevano da dire l’hanno ormai già detto in tutte le salse. Il concetto è quello del Greatest Hits, raccolte di successi di cantanti ormai bolliti che, in occasione delle feste natalizie, cercano di battere cassa sull’onda dei ricordi.<br />
Il rispetto per il pubblico, inutile a dirsi, è prossimo allo zero.</p>
<p>2. <strong>La verità sta in cielo – Roberto Faenza</strong></p>
<p>Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva (anzi doveva) fare  in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che inizialmente apparve un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.</p>
<p>1. <strong>Ustica – Renzo Martinelli</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg" alt="Ustica" width="670" height="302" /></a></p>
<p>“L’orrore…l’orrore.” (cit.)</p>
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		<title>I migliori film del 2016 secondo Carolina Tocci</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 10:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>10 <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/10/ave-cesare-recensione/" target="_blank"><em><strong>Ave, Cesare</strong></em></a> &#8211; Joel e Ethan Coen</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/ave-cesare-film-coen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54867" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/ave-cesare-film-coen.jpg" alt="ave-cesare-film-coen" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il senso ultimo del mestiere del cinema racchiuso in questo film diretto dai<strong> fratelli Coen</strong>, che raccontano il patinato mondo di <strong>Hollywood</strong> con le sue false verità e i suoi miti farlocchi. Tra sceneggiatori comunisti che rapiscono l&#8217;attore di punta degli studios in segno di protesta per lo strumento capitalistico che la settima arte è diventata e numeri di tip tap à la Fred Astaire, <strong><em>Ave, Cesare!</em></strong> è  un divertissement ironico e raffinato che sfata miti e ridicolizza leggende.</p>
<p>9 <a href="http://www.movielicious.it/2016/08/30/jason-bourne-recensione/" target="_blank"><em><strong>Jason Bourne</strong></em></a> &#8211; Paul Greengrass</p>
<p>Jason Bourne torna sullo schermo dopo quasi dieci anni di assenza, ed è un ritorno asciutto e concitato. Mirabolanti le scene d&#8217;azione che riescono a confezionare <strong>Paul Greengrass</strong> con la sua regia super dinamica e Christopher Rouse (che il film lo ha anche scritto) con un montaggio da manuale: dalla scena di massa durante la manifestazione ad Atene, agli inseguimenti, fino alla scazzottata finale tra <strong>Matt Damon</strong> e <strong>Vincent Cassel</strong>.</p>
<p>8 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/room-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Room</a></strong></em> &#8211; Lenny Abrahamson</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Room.jpg"><img class="alignnone wp-image-54868" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Room-1024x768.jpg" alt="Room" width="650" height="488" /></a></p>
<p>Il mondo in una stanza. Letteralmente. La terribile esperienza di Ma&#8217; e Jack, una giovane donna e il figlio di cinque anni che vivono segregati in 10 metri quadri si trasforma in un inno disperato alla ricerca di una libertà sconosciuta e per anni solo immaginata. Poi inizia l&#8217;altro film, non meno duro, che riporta i due a confrontarsi con il mondo esterno ed è quasi peggio che nella stanza, almeno all&#8217;inizio.<br />
Coinvolgimento emotivo assicurato grazie alle interpretazioni di <strong>Brie Larsson</strong> (premiata con un Oscar per questo ruolo) e del piccolo<strong> Jacob Tremblay</strong>.</p>
<p>7 <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/03/carol-recensione/" target="_blank"><em><strong>Carol</strong> </em></a>&#8211; Todd Haynes</p>
<p>Un capolavoro di raffinatezza formale edestetica. <strong>Todd Haynes</strong> racconta la storia d’amore tra Carol e Therese, due donne di diversa estrazione sociale nella New York degli anni Cinquanta. Ed è una storia potente e scomoda, che fa a pezzi le barriere sociali e fa luce su una passione composta e allo stesso tempo lacerante che divora le due protagoniste, pedine in rivolta all&#8217;interno di una realtà borghese e conformista.</p>
<p>6 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/11/03/kubo-e-la-spada-magica/" target="_blank">Kubo e la spada magica</a></strong></em> &#8211; Travis Knight</p>
<p>L&#8217;epico viaggio nel giappone feudale realizzato in <strong>stop motion</strong> dalla Laika e diretto da <strong>Travis Knight</strong>, è un cartoon profondo e riflessivo, scandito da tempi non sempre serrati, ma funzionali al fluire del racconto che tocca temi eterni quali famiglia, amore, memoria e perdono. Disegni a linee taglienti e angoli acuti, origami animati dal cantastorie Kubo, oltre a una complessità di fondo che lo rende un prodotto insolitamente poetico.</p>
<p>5 <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em><strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong></em></a> &#8211; Gabriele Mainetti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54869" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg" alt="Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot" width="750" height="400" /></a></p>
<p>Senza dubbio il caso cinematografico italiano dell&#8217;anno. Il film d&#8217;esordio di <strong>Gabriele Mainetti</strong> sul super(anti)eroe Enzo Ceccotti (<strong>Claudio Santamaria</strong>), ladro di periferia che, cadendo nelle acque del Tevere, acquista una forza sovrumana, è già un cult. Merito anche di <strong>Luca Marinelli</strong> e del suo Zingaro, villain un po&#8217; tronista e un po&#8217; Renato Zero prima maniera e di una sceneggiatura folle e coraggiosa.</p>
<p>4 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/il-caso-spotlight-recensione/" target="_blank">Il caso Spotlight</a></strong> </em>&#8211; Thomas McCarthy</p>
<p>Vincitore dell&#8217;Oscar 2016 per il Miglior Film (e per la Migliore Sceneggiatura Originale), Il caso Spotlight di <strong>Thomas McCarthy</strong> è un grido contro la cappa di omertà che ancora oggi attanaglia la società. La vicenda della squadra di giornalisti investigativi del Boston Globe che nei primi anni 2000 ha obbligato la chiesa cattolica ad ammettere l’esistenza di preti pedofili e a prendere provvedimenti, è tutta dialoghi serrati, priva di ogni sensazionalismo e rispettosa nei confronti del tema che tratta. Una lezione di giornalismo, oltre che di cinema.</p>
<p>3 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/15/revenant-redivivorecensione/" target="_blank">Revenant &#8211; Redivivo</a></strong></em> &#8211; Alejandro González Iñárritu</p>
<p>E veniamo al film che, finalmente, ha fatto vincere un Oscar a<strong> Leonardo DiCaprio</strong>. Ispirato alla storia vera di Hugh Glass, un cacciatore americano dell’Ottocento abbandonato dai suoi compagni nel nord degli Stati Uniti dopo essere stato attaccato da un orso, <em><strong>Revenant</strong></em> è un film di quelli che riempiono gli occhi, spettacolare in ogni fotogramma. <strong>Alejandro González Iñárritu</strong> ha dimostrato ancora una volta di avere un controllo formale assoluto sulle sue opere e il direttore della fotografia <strong>Emmanuel Lubezki</strong> (<em>Revenant</em> è un po&#8217; il suo show), con la sua ossessione per la luce naturale, è stato in grado di mostrarci una natura così reale da sentirne quasi il profumo.</p>
<p>2 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/26/il-club-recensione/" target="_blank">Il club</a></strong> </em>&#8211; Pablo Larraín</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/El-club.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54870" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/El-club-1024x683.jpg" alt="El-club" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Il film più misterioso e potente del 2016 lo ha diretto il cileno <strong>Pablo Larraín</strong>. Il tema è, come ne <em>Il caso Spotlight</em>, la pedofilia, ma qui non si cerca di svelare nulla, semmai di continuare a nascondere. Nella casa ai confini del mondo in cui alcuni preti e una suora espiano le loro terribili colpe non c&#8217;è posto per la luce: tutto è grigio in quell&#8217;universo rinchiuso in se stesso, quel funereo covo di omertà squarciato dall&#8217;unico elemento di onestà (Sandokan, l&#8217;agnello di Dio), vittima sacrificale di quelle nere coscienze.</p>
<p>1 <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/01/the-hateful-eight-recensione/" target="_blank"><em><strong>The Hateful Eight</strong> </em></a>&#8211; Quentin Tarantino</p>
<p>L&#8217;ottavo film di <strong>Quentin Tarantino</strong> è un inno alla pazienza, un piacere continuamente rimandato che quando esplode diventa incontenibile. Quasi tre ore di dialoghi folli, situazioni paradossali, violenza fisica e verbale, personaggi bizzarri e paesaggi impervi, il tutto in un glorioso <strong>70mm</strong>. È cinema allo stato puro, una storia di cacciatori e prede con interpreti incollati ai personaggi e un demiurgo che si diverte da matti a tirare le fila di questa vicenda ai limiti del surreale.</p>
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		<title>Donne terribili al cinema: per loro niente mimose</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/03/08/donne-terribili-al-cinema-per-loro-niente-mimose/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 07:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una carrellata di personaggi femminili che vi faranno passare la voglia di festeggiare l'8 marzo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Donne_terribili.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52281" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Donne_terribili.jpg" alt="Donne_terribili" width="650" height="292" /></a></p>
<p>Oggi, 8 marzo, si festeggia la <strong>Giornata internazionale della donna</strong>. Di tutte le donne. Anche di quelle signore terribili viste in tanti film che ci hanno fatto domandare più di una volta: &#8220;E questo sarebbe il gentil sesso?&#8221;. Sicuramente non meritano la mimosa, ma entrano di diritto nel nostro approfondimento. Ora rimane da capire quale di queste nove f<span class="st"><em>emmes terribles</em></span> sia la peggiore. A voi il verdetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p><strong>Sole Finn (Zooey Deschanel), <em>(500) giorni insieme</em> di Mark Webb</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Zooey-Deschanel-500-Days-Of-Summer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52288" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Zooey-Deschanel-500-Days-Of-Summer.jpg" alt="Zooey-Deschanel-500-Days-Of-Summer" width="600" height="301" /></a><br />
C&#8217;è una <a href="http://www.movielicious.it/2009/11/27/500-giorni-insieme/" target="_blank">Sole Finn</a> nella vita di ogni uomo. Purtroppo.<br />
La più pericolosa perché apparentemente innocua, bella di una bellezza che sopravvalutiamo, spesso obnubilati dal fatto che ascolti la nostra stessa musica o che ci piacciano gli stessi film.<br />
Quella che sposeresti due minuti dopo averla conosciuta ma che ti blocca per anni nelle sabbie mobili del &#8220;per me sei solo un amico&#8221; (la temutissima friendzone) in cui tutti vengono relegati almeno una volta nella vita.<br />
In genere è la stessa che sposa quello che arriva dopo di te esattamente due minuti dopo averlo conosciuto.</p>
<p><strong>Annie Wilkes (Kathy Bates), <em>Misery non deve morire</em> di Rob Reiner</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Misery.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52289" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Misery.jpg" alt="Misery" width="604" height="340" /></a><br />
Idealtipo estremo di stalker quando questo termine non richiamava alla mente null&#8217;altro che un film di Tarkovskij, Annie Wilkes è una tipologia di donna fortunatamente poco facile da incontrare ma, se mai dovesse succedervi di essere vittime di un incidente d&#8217;auto e venire soccorsi da un donnone che afferma di essere la vostra più grande fan e che con lei siete al sicuro, potete già avere un&#8217;idea di cosa sta per succedervi.</p>
<p><strong>Miss Ratched (Louise Fletcher), <em>Qualcuno volò sul nido del cuculo</em> di Milos Forman</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Qualcuno_volo.jpeg"><img class="alignnone wp-image-52290" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Qualcuno_volo.jpeg" alt="Qualcuno_volo" width="600" height="392" /></a><br />
L&#8217;austera infermiera del capolavoro di Forman è l&#8217;incarnazione cinematografica dell&#8217;ordine fine a se stesso che, dietro lo scudo &#8220;istituzionale&#8221; del proprio ruolo, nasconde in realtà la volontà di piegare i pazienti &#8211; considerati come esseri semplicemente inferiori &#8211; per un puro sfoggio di potere.<br />
Qualcuno per caso ha detto &#8220;cielo, è mia moglie&#8221;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p><strong>Violet Venable (Katharine Hepburn), <em>Improvvisamente l&#8217;estate scorsa</em> di  Joseph L. Mankiewicz</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Improvvisamente_Estate_scorsa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52287" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Improvvisamente_Estate_scorsa.jpg" alt="Improvvisamente_Estate_scorsa" width="608" height="336" /></a><br />
Con la Violet Venable di Tennessee Williams, Mankiewicz ha finalmente l’occasione per elevare il suo cinema della crudeltà oltre i toni della commedia di costume (<em>Lettera a tre mogli</em>, <em>Eva contro Eva</em>) verso il piano nobile della tragedia, allontanandosi dall’ipocrisia delle buone maniere per buttarsi a capofitto nel vortice della psicosi e dell’alienazione.<br />
Quella di <strong>Katharine Hepburn</strong>, mai così perfida, è una sfiorita matriarca confinata nell’Eden artificioso del proprio giardino primordiale, il relitto di una società disposta a tutto pur di mantenere l’apparenza e di fossilizzarsi in una menzogna di cui deve convincere soprattutto se stessa.<br />
E fra pruriti incestuosi, manipolazioni psichiche, internamenti in manicomio e ricatti emotivi, esce l’immagine di una femminilità succube e disturbata, repressiva e cannibale, vittima irrecuperabile del proprio tormento.</p>
<p><strong>Jane e Blanche Hudson (Bette Davis/Joan Crawford), <em>Che fine ha fatto Baby Jane?</em> di Robert Aldrich</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Baby_Jane.png"><img class="alignnone size-full wp-image-52286" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Baby_Jane.png" alt="Baby_Jane" width="640" height="358" /></a><br />
<em>Che fine ha fatto Baby Jane?</em> è la galleria degli orrori dello show business, un incubo grandguignolesco e putrescente su ciò che resta di Hollywood e sulla fine della giovinezza che Aldrich spinge alle estreme conseguenze schierando l’una contro l’altra, per la prima e unica volta, le due rivali per eccellenza della Golden Age, coinvolte nel pieno del loro decadimento fisico in un gioco al massacro di insostenibile efferatezza e di grottesca esasperazione.<br />
E andando anche oltre il chiaro sottotesto polemico e la velenosa riflessione sugli effetti del divismo, il film è anche un’angosciante, violentissima disamina della mostruosità femminile, della sua trasfigurazione caricaturale nella nemica di se stessa, di quella fragilità che diventa ferocia e di quell’ambizione che scade nella mania. Di certi aspetti dell’essere donna, insomma.</p>
<p><strong>Ellen Berent Harland (Gene Tierney),<em> Femmina folle</em> di John M. Stahl</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Femmina_folle.jpg"><img class="alignnone wp-image-52285" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Femmina_folle.jpg" alt="Femmina_folle" width="600" height="450" /></a><br />
Il volto più originale dell’ossessione e il lato più oscuro dell’identità del gentil sesso non appartengono però ai volti avvizziti e incorniciati dal bianco e nero delle grandi star che furono, ma allo sfolgorante profilo in Technicolor della venticinquenne <strong>Gene Tierney</strong>, che invece ne Il cielo può attendere e in <em>Vertigine</em> era stata l’emblema dell’innocenza e della purezza.<br />
A dispetto del titolo italiano, la protagonista del melodramma di John M. Stahl è una mente metodica al di là di qualsiasi patologia, pronta a ogni forma di sacrificio e di immolazione – compresa la propria – per conseguire la propria ossessione, una personalità lucida, fredda e irrefrenabile che rappresenta uno dei lati più autenticamente inquietanti e al tempo stesso disarmanti dell’eterno femminino, un dramma della gelosia capace di trascendere tanto l’amore, quanto la morte.</p>
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<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p><strong>Joan Crawford (Faye Dunaway) <em>Mammina Cara</em> di Frank Perry</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Mammina_cara.png"><img class="alignnone size-full wp-image-52282" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Mammina_cara.png" alt="Mammina_cara" width="512" height="288" /></a><br />
Un mostro di crudeltà e di sadismo. Così veniva ritratta l&#8217;attrice Joan Crawford dalla figlia adottiva Christine, autrice del libro da cui è tratto il film, che la dipinge in un modo talmente negativo da sfociare nel caricaturale in più di un&#8217;occasione. Che Christine abbia calcato un po&#8217; troppo la mano dopo essere stata diseredata dalla sua madre adottiva o no, la Crawford nevrotica, paranoica e alcolizzata interpretata da una superba <strong>Faye Dunaway</strong> entra di diritto a far parte del club delle donne più terrificanti del cinema.</p>
<p><strong>Amy (Rosamund Pike) <em>L&#8217;amore bugiardo &#8211; Gone Girl</em> di David Fincher</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Gone_Girl.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52283" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/Gone_Girl.jpg" alt="Gone_Girl" width="612" height="380" /></a><br />
La parabola del deterioramento di un matrimonio raccontata da David Fincher passa attraverso l&#8217;analisi e la scomposizione di una delle femme fatale più inquietanti del cinema contemporaneo. L'&#8221;Amazing Amy&#8221; interpretata da <strong><a href="http://www.movielicious.it/2014/12/13/lamore-bugiardo-gone-girl/" target="_blank">Rosamund Pike</a></strong> è una spietata mantide, vittima e prigioniera dell&#8217;immagine falsa e mitica di sé, in un mondo in cui il consenso e l’approvazione contano più dei fatti.</p>
<p><strong>Laura (Scarlett Johansson) <em>Under the Skin</em> di Jonathan Glazer</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/under_the_skin_foto_03.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52284" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/under_the_skin_foto_03.jpg" alt="under_the_skin_foto_03" width="655" height="384" /></a><br />
Il bizzarro, estremo e controverso film di<strong> Jonathan Glazer</strong> che scandaglia temi quali incontro e alterità ha il suo fil rouge nell&#8217;esperienza terrestre della bellissima aliena interpretata da <strong><a href="http://www.movielicious.it/2013/09/04/venezia-70-day-7/" target="_blank">Scarlett Johansson</a></strong> che adesca maschi umani per permettere alla propria specie di cibarsene. Laura in realtà non è una &#8220;cattiva&#8221; a tutti gli effetti, uccide per necessità e al contempo incarna l&#8217;emblema del cinismo alla base di molti rapporti umani. Morale: se vedete la Johansson a fare l&#8217;autostop sul ciglio di una strada, tirate via dritti e non vi fermate!</p>
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