Turbo Diesel

Di Carolina Tocci
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Abbiamo incontrato Vin Diesel e Michelle Rodriguez, in Italia per presentare il nuovo episodio della serie Fast & Furious. Uscirà il 17 aprile Fast & Furious: Solo parti originali, il quarto capitolo della serie campione d’incassi iniziata nel 2001 con il primo film (The Fast & The Furious), di cui questo è a tutti gli effetti il diretto sequel.
Vin Diesel, protagonista e produttore, si è presentato con un paio di occhiali da sole che ha tolto quando ha iniziato a rispondere alle domande. Ha un tono di voce molto caldo e parla lentamente. Accanto a lui, Michelle Rodriguez (anche lei era in The Fast & The Furious), che vedremo presto anche in Avatar di James cameron. Lui è un duro dal cuore tenero, lei una ragazza che sa quello che vuole. Entrambi non credono al successo facile né ai film fatti tanto per fare. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Com’è stato lavorare di nuovo insieme dopo otto anni?
Vin Diesel: Michelle è stata il mio primo amore in un film in cui ero protagonista. Avevo interpretato altri ruoli, ma erano personaggi minori e tutti senza una fidanzata. E’ stato molto speciale per me tornare a interpretare Dominic Toretto. Michelle è tanto amabile nel film quanto nella vita. Il fatto che ci fose anche lei nel progetto ha reso tutto più semplice.
Michelle Rodriguez: E’ stato bello tornare a recitare insieme, ci lega un affetto molto profondo. E ero convinta del fatto che, una volta tornato Vin, la storia sarebbe stata forte e non sarebbe servita solo a legare corse ed esplosioni tra loro.



Questo Fast & Furious: Solo parti originali è un sequel sui generis. Molto diverso da 2 Fast 2 Furious e da Tokyo Drift. E’ un po’ come se fosse un western, ma con le auto al posto dei cavalli.
V. D.: Non volevamo fare un film tanto per fare. A parte le auto e le belle donne, c’è un aspetto che io considero fondamentale nella vita di ciascuno di noi, l’amicizia. La vera protagonista del film è lei. E’ vero che ci sono voluti otto anni per realizzarlo, ma credo ne sia valsa la pena.

Negli anni ’80 c’erano schwarzenegger e Stallone, oggi se si pensa a un’icona dei film d’azione, la gente pensa a te.
V.D.: Siamo cresciuti con Stallone e Schwarzenegger, è vero. Ma anche i film con Marlon Brando o lo stesso Via col vento avevano una notevole componente d’azione. Solo che veniva chiamato semplicemente “film”. Abbiamo lavorato molto affinché in Fast & Furious: Solo parti originali non ci fossero solo belle auto o esplosioni. Tornando alla domanda, i miei modelli sono da ricercare un po’ più indietro nel tempo. Forse è anche per questo che mi dicono che faccio il prezioso e che i miei standard di sceneggiatura sono troppo alti. Ma a me non importa, per me il cinema è sacro e mi rifiuto di scendere a compromessi. Per questo ci vuole tanto tempo, a volte, prima di trovare la storia giusta.
M.R.: Io ho adorato i personaggi dei film di James Cameron, sin dai tempi di Aliens. I miei modelli sono Sandra Bullock o Julia Roberts, come tutte le altre attrici che sono diventate celebri per il loro talento e non solo per la loro bellezza. Io credo che ci siano tre tipi di donne: le Cleopatra ammaliatrici, le donne madri e le principesse guerriere. Quest’ultime mi interessano più delle altre: sono persone oneste che difendono le proprie idee. Possono sembrare mascoline, ma solo per colpa degli sceneggiatori di Hollywood che non ne fanno emergere il lato sexy. Io mi vedo così.

Vin, nel 2011 ti vedremo in Hannibal The Conqueror. Puoi anticiparci qualcosa?
V.D.: Proprio voi Romani volete che vi parli di Annibale? Quando sono arrivato a Roma, sulla via Appia, ho pensato: “Menomale che non ho saccheggiato roma!”. Non posso dirvi molto… Solo che  mentre dall’aeroporto venivo verso l’hotel, ho iniziato a riflettere su tutte le corse possibili che si potrebbero fare sulla via Appia per il film, magari con i cavalli. Sarebbe molto interessante…

Le foto in questo articolo sono di Daniele Florio

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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