Il silenzio d’oro di Michel Hazanavicius

Nell’epoca in cui spopola il 3D e i film che macinano incassi sono spesso fracassoni e pieni di effetti speciali, fa un certo effetto ritrovarsi in sala a guardare un film francese in bianco e nero, per di più muto. Sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo, a quando il cinema si guardava, ma non si ascoltava, perché non c’era bisogno che gli attori parlassero. L’accompagnamento musicale sottolineava i toni delle scene che passavano sullo schermo: gioioso, malinconico, solenne… E non serviva nient’altro. Poi gli studios ebbero l’intuizione che il futuro di quest’arte non poteva essere se non sonoro: una novità che provocò un vero e proprio terremoto in un sistema ormai legato a certi meccanismi. Un passaggio fondamentale nel cinema, splendidamente raccontato da The Artist, pellicola diretta da Michel Hazanavicius che debutterà nelle nostre sale dal 7 dicembre a Roma e Milano, arrivando dal 9 nelle principali città italiane.

In un bianco e nero che non fa rimpiangere la Hollywood dei tempi d’oro, The Artist narra con eleganza la storia di un attore del cinema muto degli anni Venti, George Valentin (Jean Dujardin) che, con l’avvento del sonoro e a causa del suo eccessivo orgoglio, si trova improvvisamente tagliato fuori dal sistema. Il futuro avanza anche nell’industria cinematografica e il nuovo ha le fattezze e la grazia di Peppy Miller (Bérénice Bejo), una comparsa lanciata proprio da Valentin ai tempi d’oro, ora divenuta una vera e propria star del cinema sonoro. Man mano che la vita di George va in mille pezzi, Peppy continua a rimanergli accanto, cercando di convincerlo a tornare a recitare.

Dopo il successo con cui è stato accolto all’ultimo Festival di Cannes, che è valso a Jean Dujardin il premio come Miglior Attore, questa mattina Michel Hazanavicius, marito della splendida protagonista Bérénice Bejo, ha presentato il suo film alla stampa italiana. Il quarantaquattrenne regista francese ci ha spiegato come è nata l’idea di un progetto così fuori dal comune (in effetti The Artist è un film che, soprattutto sulla carta, doveva incutere un certo timore ai potenziali produttori), che ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo e che è anche uno dei titoli papabili nella corsa all’Oscar per il Miglior Film Straniero (dita incrociate!).

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