La storia del primo film trasmesso in TV

Di Carolina Tocci
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Los Angeles TV

Los Angeles. 1933. Sono solo dodici le persone in città che possiedono una TV, un pugno di fortunati geek ai quali fu fatto un regalo. Il 23 marzo di quello stesso anno, infatti, furono i soli a poter guardare il primo film mai trasmesso in TV: The Crooked Circle di H. Bruce Humberstone, un mistery in cui alcuni detective dilettanti decidono di smascherare un gruppo segreto di occultisti incappucciati. La pellicola fu trasmessa per intero dalla stazione sperimentale di Los Angeles W6XAO-TV ma l’aspetto più curioso di questa storia è che The Crooked Circle veniva proiettato, in contemporanea con il passaggio televisivo, anche nelle sale cinematografiche della città.

The_Crooked_Circle_Broadcasting



Oggi può sembrare normale che un canale televisivo trasmetta un lungometraggio, ma agli albori della TV non lo era affatto. Il canale W6XAO-TV fino a quel momento aveva trasmesso per una sola ora al giorno qualche azione filmata e primi piani di stelle del cinema. E per quanto possa apparire strano, furono proprio i produttori del film a insistere perché questo venisse trasmesso anche in televisione. Secondo loro infatti, rappresentava una sorta di pubblicità per il film stesso e in questo modo se ne sarebbe parlato molto di più.

Nei primi anni Trenta la TV veniva vista come un costoso giocattolone dalla maggior parte delle persone: solo pochi iniziavano a capire che quella grossa e pesante scatola sarebbe potuta essere un nuovo e rivoluzionario medium dalle potenzialità immense. E, per di più, era affamato di contenuti: dunque quale calderone migliore da cui attingere se non il cinema che proprio durante gli anni della Grande Depressione aveva rafforzato ancora di più il suo status di più amata e accessibile forma di evasione popolare (il costo del biglietto variava tra i dieci e i venticinque centesimi di dollaro)?

 

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Pensate per un attimo a quei pochissimi hobbisti e radioamatori, al massimo a qualche eccentrico facoltoso, che nel marzo del 1933 si sedettero in salotto per vedere un lungometraggio che gli arrivava a casa “attraverso l’etere”, mentre lo stesso film veniva trasmesso anche nel cinema di quartiere, a un isolato di distanza.

The Hollywood Reporter

Una meraviglia! Ma non fu esattamente un successo, più che altro, un esperimento. Come descrivono i giornali dell’epoca (qui sopra l’articolo apparso il 24 marzo del 1933, il giorno dopo la messa in onda di The Crooked Circle, sul “Hollywood Reporter”), infatti, “per una causa imputabile a problemi tecnici, era impossibile leggere il titolo, i credits e i nomi dei membri del cast. E l’identificazione dei personaggi era possibile solo durante i primi piani. Tutti i dettagli delle altre scene venivano persi dal dispositivo di scansione, una semplice lente d’ingrandimento che trasformava un’immagine di un pollice e mezzo in un’altra della dimensione di otto pollici“…

Ottantasei anni dopo, il cinema in TV è ancora un argomento estremamente attuale, basti pensare alle polemiche che si trascinano da quando la piattaforma di streaming Netflix, con le sue decisioni, ha iniziato a cambiare gli attuali meccanismi di distribuzione cinematografica, in Italia e nel resto del mondo. E, a pensarci bene, quanto accaduto con The Crooked Circle non è poi così lontano da quanto sta succedendo ora. Nel ’33 qualcuno ebbe un’idea geniale, che con il tempo si rivelò vincente: veicolare attraverso un nuovo medium un contenuto (film) che prima era fruibile solo in un determinato luogo (la sala cinematografica). Oggi qualcun altro ha avuto più o meno la stessa idea e, almeno a giudicare dagli oltre 139 milioni di abbonati che ha Netflix in tutto il mondo, è stata piuttosto geniale anche questa.

 

 

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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