Venezia, Placido e le polemiche

Di Carolina Tocci
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Immancabile come ogni anno, al Festival è stato presentato il film che ha scatenato una forte ondata di polemiche. Parliamo di Vallanzasca: Gli angeli del male, pellicola diretta da Michele Placido e interpretata da un bravissimo Kim Rossi Stuart, con Valeria Solarino, Filippo Timi, Moritz Bleibtreu, Paz Vega e Francesco Scianna. E sembra proprio che Placido non possa farne a meno della polemica, visto che anche lo scorso anno, sempre a Venezia, alimentò un polverone con Il grande sogno, pellicola dedicata ai giovani del Sessantotto. Vallanzasca è di fatto un film controverso, accolto tiepidamente sia dal pubblico che dalla stampa. “In questo film non troverete la verità sul caso Vallanzasca. Perlomeno non ne troverete una sola. Perchè questo è un film, non un’inchiesta. Non condanna. Non assolve. Racconta una storia.La storia di una banda, la storia di una Milano che non esiste più, ma restano veri e crudi il dolore di chi ha subito queste violenze”. Queste parole accompagnano la pellicola presentata ieri nella sezione Fuori Concorso proprio su richiesta del regista, “per non irritare ancora di più certi benpensanti”, ha detto Placido durante una vivace conferenza stampa. I commenti inferociti dei parenti delle vittime del criminale milanese erano già arrivati sui giornali ancora prima che il film venisse proiettato, ma Placido non sembra preoccuparsene più di tanto e a chi gli chiede lumi sulla scelta di un tema così scottante, risponde: “Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca. Da certi articoli che ho letto negli ultimi giorni sembra quasi che invece sia stato il pericolo numero uno avuto in Italia dal dopoguerra ad oggi”. E poi ha rincarato la dose: “In America, Francia e Germania si possono fare film sui criminali senza alcun problema, anzi in Francia il ministero ha finanziato il film sul loro criminale numero uno (il riferimento è a Nemico pubblico n° 1, film diretto da Jean-François Richet e interpretato da Vincent Cassel). In Italia no perché qui impera il falso moralismo, al punto che addirittura Rai e Medusa lo hanno rifiutato: mi hanno detto che è un personaggio troppo scomodo”.



Anche il red carpet del film, ieri sera, ha avuto dei picchi di entusiasmo, con un Filippo Timi davvero in gran forma. L’attore umbro, che nel film ha un ruolo minore, ha letteralmente rubato la scena all’intimidito protagonista Kim Rossi Stuart, da sempre restio ai tappeti rossi. Timi si è lanciato più volte tra il pubblico di fan e curiosi accalcato accanto alla passerella, tanto da far intervenire i ragazzi della security, che lo hanno preso e accompagnato in sala.

Bellissime le due protagoniste femminili Valeria Solarino (compagna del regista Giovanni Veronesi) e Paz Vega, con una scollatura mozzafiato sulla schiena. In passerella anche Michele Placido con la sua compagna Federica Vincenti.

E oggi altri tre film In Concorso. L’italiano Noi credevamo, pellicola di Mario Martone sul Risorgimento (con le sue quasi tre ore e mezza di durata), interpretata da Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi e Guido Caprino, Balada triste de trompeta dell’irriverente Álex de la Iglesia e l’americano Promises Written in Water, scritto, diretto e interpretato da Vincent Gallo.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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