Libertà condizionata per Mel Gibson
Ieri l’attore Premio Oscar ha trascorso la giornata nel tribunale di Los Angeles per rispondere alle accuse di violenza domestica sporte dalla sua ex compagna Oksana Grigorieva. I fatti risalgono a un anno fa quando, durante una lite nella sua villa a Los Angeles, Mel Gibson ha picchiato la donna sotto gli occhi del figlio tredicenne di lei, Alexander, nato da una precedente relazione. Centinaia i fotografi e i giornalisti che ieri si trovavano davanti alla Corte di Giustizia di Los Angeles ad attendere l’arrivo dell’attore, ma quando è arrivato, Mel li ha snobbati e non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Gibson, o meglio i suoi avvocati, si sono avvalsi della formula del “plead no contest”, un escamotage della giustizia americana che permette all’imputato di non ammettere la colpa senza però proclamarsi estraneo al reato. La condanna per Gibson ammonta a tre anni di libertà condizionata e al pagamento di seicento dollari di spese legali. L’attore dovrà anche sottoporsi a un anno di sedute di psicoterapia, unite a sedici ore di lavoro in comunità.
L’avvocato di Gibson , Blair Berk, ha fatto sapere che la decisione di usare la formula del “plead no contest”, (simile al nostro patteggiamento), è stata presa dall’attore, nonostante la sua innocenza, nell’interesse dei sette figli nati dal matrimonio con la sua ex moglie Robyn Moore, e della più piccola, Lucia, nata dalla relazione con la Grigorieva. Sarà, ma intanto le registrazioni delle scenate di Mel Gibson che minaccia Oksana le hanno sentite tutti, e riesce difficile credere alla sua totale innocenza.






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