Che cosa cambia, ora che Netflix fa parte della Motion Picture Association of America

Di Carolina Tocci
Share

Netflix_MPAA

Svolta storica per il mondo del cinema, o per quello dello streaming on demand, dipende dai punti di vista. È stata infatti ufficializzata nei giorni scorsi, l’entrata di Netflix all’interno della Motion Picture Association of America (MPAA), associazione nata nel 1922 per curare gli interessi degli studios cinematografici che riunisce Disney (che a breve avvierà la sua fusione con la 20th Century Fox), Paramount, Universal, Warner Bros. e Sony. La notizia si è diffusa all’indomani dell’annuncio delle nomination agli Oscar 2019, dopo che Roma di Alfonso Cuarón prodotto da Netflix, è risultato in corsa in dieci categorie, La ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen, in tre, e altre due candidature sono arrivate per dei corti.

È la prima volta che una società di streaming si siede al tavolo della Mpaa ed è sicuramente il segno di una nuova epoca. Nell’ultimo trimestre del 2018 il numero di abbonati a Netflix è arrivato a 139 milioni in tutto il mondo, cifre da capogiro che evidentemente la MPAA non può più permettersi di ignorare. Tra i vantaggi che quest’ultima trarrebbe dall’unione con il colosso dello streaming c’è senz’altro il recupero della quota associativa della 20th Century Fox, in corso di fusione con Disney, per una cifra stimata intorno ai 12 milioni di dollari annuali.



È improbabile, però, che Netflix approfitti di questo suo nuovo ruolo per fare pressioni sull’accorciamento delle finestre distributive, mentre la sua presenza nella MPAA sarà fondamentale per condurre battaglie quali la lotta alla pirateria (obiettivo condiviso con tutti gli studios) oltre a beneficiare del supporto dei membri che compongono la Motion Picture Association of America per creare una breccia nel mercato cinese, dove ha incontrato attriti e resistenze legati soprattutto ai rigidi vincoli imposti dal paese asiatico alle piattaforme di streaming per cui non più del 30% del catalogo può essere composto da contenuti di produzione e provenienza straniera.

A questo punto non ci stupiremmo se a breve la MPAA dovesse aprire le porte anche ad Amazon.

 

Share

Comments

About author

Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

30 + = 35

Per offrirti il miglior servizio possibile il sito utilizza i cookie. Proseguendo la navigazione, ci autorizzi a memorizzare ed accedere ai cookies di questo sito web. Leggi l'informativa

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi